“Il Grande Dittatore” tedesco ossessionava Charles Spencer Chaplin ben prima di quando iniziò ad ossessionare gli americani. Infatti, nati a pochi giorni di distanza, Aldolf Hitler e Chaplin erano due inimitabili maestri ognuno insuperabile in quel che faceva, il più grande guerrafondaio e il più grande pacifista del mondo occidentale. Nel 1931, mentre la nipote di Hitler si spara nella sua stanza di Monaco per porre fine ad una morbosa storia d’amore con il diabolico zio, Charlie Chaplin presenta al mondo un piccolo indiano di nome Mohandas Karamchand Gandhi, meglio noto come “Mahatma”.

Entrambi uomini freddi e determinati, disposti a mettere sentimenti e famiglia sotto i piedi per arrivare al successo assoluto, per Hitler il successo e’ dominare il mondo, per Chaplin salvarlo. Arriva quindi nell’ottobre del 1940 la sfida del pagliaccio all’imperatore, del buffone al carnefice: mentre gli Stati Uniti guardano a Hitler come ad un possibile alleato per sconfiggere il comunismo e riceve i gerarchi nazisti come grandi scienziati, Charlie Chaplin – gia da tempo definito dal New York Times come “l’uomo più famoso del mondo” – rischia la sua credibilità politica lanciando nelle sale una satira efferata e poetica contro il suo doppio malvagio, forte anche dell’impressionante somiglianza con lui.

L’Inghilterra annuncia che ne proibirà la proiezione nelle sale appena si viene a sapere di cosa stanno producendo gli studios di Chaplin, in America da ogni parte lo si accusa di filocomunismo. Ma quando il film è pronto siamo già nell’estate del ’41 e l’Inghilterra è in guerra, quindi il Teatro del Principe di Galles, nel settembre dello stesso anno, ha l’onore di ospitare la prima del film, che sarà poi visto da più di 9 milioni di persone nella sola Inghilterra. La sorte segue i passi del film e nel ’42 gli Stati Uniti entrano in guerra con la Germania. Il film, da pericolo filocomunista, diventa un capolavoro patricottico, ed ogni buon americano lo vede, lo consiglia, lo acclama.

Sapere queste poche cose sulla storia di questo film può aiutare. Perché queste vicende ci dicono una cosa molto strana per il nostro tempo: Chaplin ebbe il coraggio di parlare nel momento in cui sembrava scomodo ma che lui sentiva giusto. Sarebbe stato disposto a dar guerra all’intero governo americano per i suoi ideali. Ed infatti lo farà qualche decennio dopo.

Per il nostro movimento il cinema di Chaplin è un padre. Ma anche per il resto del mondo non è malaccio.

Buona vhysione ;)

Guido